venerdì 6 ottobre 2017

'IL MIO BRASILE' - Report finale dell'Esperienza di mobilità internazionale di Ilaria Allegri, Dipartimento FISPPA, UNIPD

1 Marzo - 29 Giugno 2017

Per narrare un’esperienza come quella che ho vissuto parto dalla fine. Raccontare tutto e per di più usare parole non scontate per esprimere ciò che ho provato sulla mia pelle sarebbe impossibile. Le emozioni che ho sentito sono da vivere, si possono utilizzare mille termini, ma non saranno mai sufficienti per spiegare questi quattro mesi intensi. Ho vissuto in un Paese, Stato e Continente stranieri dove ho potuto conoscere persone, luoghi ed una cultura molto differente dalla mia. Nonostante ciò mi sono sentita a casa.

INIZIO DALLA FINE
Salutare gli anziani sapendo che non li avrei rivisti mai più è stato devastante. Varcare la soglia del centro della struttura per l’ultima volta è stato veramente un colpo al cuore. I loro sguardi, i loro sorrisi, i loro silenzi, i loro momenti di sconforto mi hanno segnata in modo indelebile e la scelta di fare tirocinio nella casa di accoglienza “Lar São Vicente De Paulo“ a Juazeiro-BA è stata la migliore che potessi fare. Con questo non voglio dire che sia stato facile; ho vissuto alcuni momenti di sconforto che mi hanno portata a pensare se stessi facendo la cosa giusta per il mio cammino formativo e se la mia presenza fosse loro in qualche modo utile.
Appena arrivata in struttura, durante una delle prime riunioni, la Presidente Eliana M. S. mi aveva esplicitamente riferito che all’interno del centro mancava uno tra più i importanti cardini dell’educazione: la Relazione. Questa lacuna era giustificata dal fatto che non era presente un’equipe educativa formata da figure professionali che potessero lavorare e creare con gli anziani dei rapporti interpersonali finalizzati ad un cambiamento. Il gruppo di lavoro infatti era composto da tecnici di infermieristica supervisionati da un infermiere e operatori che svolgevano le diverse mansioni, come cucina, pulizie etc. La gestione amministrativa era svolta dalla coordinatrice tecnica Enilza M. che era presente tutte le mattine nel suo ufficio, mentre la salute degli anziani era controllata dalla dottoressa Ruth S. una volta alla settimana.
Questa assenza ha inciso molto sull’andamento del mio tirocinio, privandomi di un confronto costante con professionisti specifici della mia area, mettendo a dura prova le mie capacità e competenze e a volte facendomi vacillare. Uno degli obiettivi che mi ero prefissata di raggiungere era proprio quello di stabilire un rapporto collaborativo con l’equipe e posso dire, purtroppo, di non averlo raggiunto. Avrei voluto confrontarmi con altre figure, collaborare con loro e nei momenti di difficoltà chiedere aiuto e consiglio e la mancanza di queste si è fatta sentire soprattutto inizialmente. Arrivavo in struttura e vedevo gli anziani per la maggior parte del tempo seduti o addormentati e pensavo a che cosa avrei potuto fare per loro. Volevo assolutamente toglierli da quella condizione di nulla facenza e vederli produrre qualcosa. 
Dopo giorni passati a pensare ad una soluzione è  arrivato un momento in cui il mio sentirmi in difficoltà  si è trasformato in qualcosa di più grande, un senso di impotenza e frustrazione di fronte a quella situazione che non riuscivo a sopportare. Ho deciso di cambiare la prospettiva con cui vedevo e vivevo questa realtà. Non ero una salvatrice che doveva cambiare il mondo ma ero li per svolgere al meglio il mio tirocinio formativo sfruttando le mie capacità, l'alternanza con lo studio universitario e i momenti settimanali di verifica e valutazione dell'equipe INTEREURISLAND.
Dopo un periodo di osservazione partecipante e di conoscenza, molto spesso difficile a causa della lingua difficile da comprendere, ho deciso di creare con loro un momento ricreativo: lo svolgimento di un laboratorio di costruzione di strumenti musicali.
Un momento dei laboratori di costruzione di strumenti musicali
assieme alla signora Elena.
Una partecipante sempre presente è stata Elena S., una signora Italiana che nonostante fosse affetta dal morbo di Alzheimer ha sempre dimostrato voglia di fare e simpatia. Anche su una specifica richiesta della coordinatrice, ho deciso di realizzare con lei un progetto che prevedeva, dopo un periodo di osservazione partecipante, l’allenamento di abilità motorie come la manualità fine e psichiche come leggere, scrivere e conversare. Ho intervistato il figlio, parte del personale della struttura ed alcuni anziani per conoscere e ricostruire il più possibile la sua vita
Fondamentale e di grande aiuto durante il mio percorso è stata la possibilità di apprendere nozioni teoriche, mettendole poi in pratica durante il tirocinio in casa di accoglienza. Tutto ciò è stato possibile grazie al sistema misto proposta dalla ricerca con l'opportunità di frequentare dei corsi all'UNEB, Università dello stato della Bahia presso il Corso di Laurea in Pedagogia al dipartimento di Scienze Umane Campus III.
Ho seguito due corsi: il Giovedì le lezioni di ‘P.P.P II’ (Pratica e Ricerca Pedagogica II) del Prof. Edmerson Dos Santos Reis; il Sabato mattina le lezioni di Nicola Andrian di 'Relazioni interpersonali e dinamiche di gruppo'. Queste ore non solo mi hanno permesso di acquisire strumenti utili da applicare durante il tirocinio, ma sono state altrettanto stimolanti poichè molte delle attività richiedevano un confronto con gli altri studenti. Ascoltare opinioni differenti, esprimendo il mio punto di vista mi ha  permesso di conoscere maggiormente la cultura nella quale mi sono immersa. Ulteriori attività realizzate attraverso il modello INTEREURISLAND sono stati i laboratori didattici interattivi sviluppati fra l’Università e le struttura della Comunità sedi dei nostri tirocini. Sabato 3 Giugno, infatti, con l’intero gruppo di studenti del corso di relazioni interpersonali abbiamo trascorso una mattinata presso la mia struttura, ed è stato uno tra i momenti più emozionanti e carichi di energia positiva. Le parole in questo caso servono gran poco per esprimere ciò che ho provato nel vedere i miei anziani sorridere, cantare e divertirsi.
Laboratorio didattico interattivo: Corso di 'Relazioni Interpersonali e dinamiche di gruppo' DCH, UNEB e Casa Lar São Vicente de Paulo
Uno degli obiettivi che mi ero proposta era proprio quello di saper applicare i concetti teorici acquisiti all’università durante le attività svolte in tirocino e devo dire che è stato pienamente raggiunto. 
Riporto di seguito gli obiettivi del mio progetto di tirocinio divisi in tre aree:
SAPERE
  • Acquisire informazioni sulla struttura ‘Lar São Vicente de Paolo’ dove faccio il tirocinio
  • Conoscere gli anziani e la loro storia
  • Conoscere il metodo del Service Learning
SAPER FARE
  • Saper applicare i concetti teorici acquisiti all’università durante le attività svolte a tirocino;
  • Stabilire un rapporto di collaborazione con l'equipe concordando con questa, attraverso incontri periodici, le attività che potrei fare
  • Saper pianificare  un progetto educativo personalizzato, con gli anziani, creando una relazione di apertura, ascolto e dialogo.
  • Creare relazioni educative basate sull’empatia, superando qualsiasi tipo di preconcetto.
SAPER ESSERE
  • Acquisire maggior consapevolezza di me stessa
  • Saper mettermi in gioco in ogni esperienza abbattendo i miei limiti sfruttando ogni opportunità come stimolo per crescere e migliorare
Il Corso di Lingua e Cultura italiane - UNEB, Juazeiro-BA
Non posso dimenticare qui il corso di lingua e cultura italiane che mi ha vista, per la prima volta, nei panni di ‘professoressa’.
Una delle attività di ‘Intercultura e Peer – education’ della ricerca, rivolta in modo particolare agli studenti brasiliani del Dipartimento di Scienze Umane. Due volte alla settimana io e le mie colleghe e compagne di avventura, Selena G. e Chiara Z., ricoprivamo questa veste e devo dire che questi momenti sono stati esilaranti. E’ capitato, soprattutto nell’ultimo periodo, che alcune lezioni fossero del tutto improvvisate o preparate all’ultimo minuto e devo dire che sono state le più divertenti. Nonostante la mia apparente serietà e compostezza, queste ore hanno tirato fuori il meglio di me (come si può vedere dalla foto). 

Tutto ha un inizio …Tutto ha una fine
Durante la mia carriera universitaria non avevo mai preso in considerazione l’idea di svolgere un tirocinio all’estero e dunque di prendere parte ad un programma di mobilità, fin quando ho avuto la possibilità di assistere al seminario presentato da Nicola A. al CUR di Rovigo. Finita la presentazione ho percepito una sensazione strana, un desiderio di conoscere più approfonditamente il suo progetto di ricerca. Ero affascinata ed allo stesso tempo incuriosita  all’idea di poter vivere dei mesi fuori dall’Itala non solo studiando, ma anche svolgendo le mie ore di tirocinio. Ho deciso di prendere la palla al balzo e di scrivere una mail che avrebbe cambiato tutto. Sono venuta a conoscenza del progetto di ricerca INTEREURISLAND che proponeva un nuovo modello di mobilità internazionale con un sistema misto di studio e tirocinio all’estero attraverso progetti di Responsabilità Sociale dell’Università.
Da quel 25 settembre 2015, infatti, ho iniziato un lungo percorso fatto di incontri, scontri e momenti condivisi. Mi sono confrontata con le studentesse del mio corso di Laurea che avevano già avuto la fortuna di vivere esperienze simili con il Progetto BEA ed insieme alle mie amiche di viaggio ho partecipato a incontri formativi pre - partenza. I momenti più difficili sono stati sicuramente le settimane prima della partenza. Ho passato dei giorni veramente pesanti: la preparazione degli ultimi esami universitari, i numerosi documenti da preparare per ottenere il passaporto ed il visto, i vaccini. A volte sono arrivata a pensare “non parto più, non ce la posso fare”. La frustazione, l’ansia, la stanchezza avevano preso il sopravvento sulla voglia e l’entusiamo che mi avevano sempre spinto a realizzare questo sogno.
Poi finalmente sono partita e l’arrivo, a differenza di come me lo aspettavo, non è stato dei più facili. Sono stata catapultata in un universo nuovo dove le persone ti abbracciano nel momento in cui si presentano, mangiano cibi differenti in un unico piatto e parlano il Portoghese. 
Nonostante ciò, convivere con studenti Brasiliani è stato di grande aiuto poiché mi hanno supportata nella quotidianità. Mi sono divertita veramente tanto con loro e ho condiviso felicità e leggerezza.

Quindi adattarsi è stato più lungo del previsto, ma ora, con il senno di poi, posso dire di avercela fatta grazie all’aiuto delle mie colleghe ed amiche di avventura.
Grazie Selena e grazie Chiara. Condividere quattro mesi con due persone come voi, così diverse da me ma allo stesso tempo pronte ad aiutarmi quando ogni tanto (o spesso, dipende dai punti di vista) scoppiavo in lacrime, è stato unico. 
Grazie Nicola, grazie perché nonostante il mio essere silenziosa mi sei sempre stato vicino e mi hai accompagnata per l’intero viaggio.



Grazie a ‘Lei’, che c’è sempre stata e sempre farà parte della mia vita.
Grazie ai miei anziani, alla loro capacità di farmi sorridere, piangere, innervosire. Grazie ad ogni minimo gesto che mi hanno donato. E’ una sinestesia ma sono convinta che mi abbiano insegnato ad ASCOLTARE CON GLI OCCHI, CON LE MANI E CON IL CUORE.
Se penso alla ragazza che, quattro mesi fa è salita su quell’aereo ignara di ciò che avrebbe vissuto, intuisco che non è la stessa che sta scrivendo queste righe adesso. Sono cresciuta e ho imparato a vedermi e sentirmi in un’altra maniera, mantendendo sempre il mio modo di essere.
Al mio ritorno molte persone a me vicine hanno notato il mio essere più silenziosa; la mia risposta è: “Credo nel rumore di chi sa tacere”.

Ilaria Allegri
Corso di Studio in Scienze dell'Educazione e della Formazione, FISPPA, UNIPD, sede di Rovigo.

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