mercoledì 29 dicembre 2021

Immergendosi nel contesto di accoglienza - esperienze di GloCal Service Learning in tempo di pandemia

L'equipe 2021 in visíta alla Pastoral da Mulher, Juazeiro-BA.
 
Immergersi, oltre a voler dire "Entrare completamente in un liquido o in una sostanza semiliquida", significa: "Addentrarsi in qualcosa, inoltrarsi [...] sprofondare, darsi completamente o dedicarsi con assiduità." .
O anche può essere: "Penetrare in un ambiente, in uno spazio, ecc., in modo da esserne interamente avvolto." (Vocabolari Il Nuovo De Mauro e Treccani)

Il conoscere profondamente il contesto (straniero) di accoglienza è uno dei processi ritenuti più importanti e significativi per l'esperienza di scambio interculturale proposta sia dal Progetto BEA che dal programma Intereurisland. Un processo che inzia, di fatto, sin dal primo contatto fra studentesse(i) e/o volontarie(i) e il coordinamento ancora nel proprio paese (nella fase pre-partenza) e che finisce solo alla chiusura di ogni attività, al rientro dalla mobilità (a volte non si chiude nemmeno a questo livello). Si ritiene di grande importanza anche e soprattutto approfondendo sempre di più l'approccio GloCale alle esperienze di Service-Learning vissute nei periodi di mobilità. Un approccio che trova nell'educazione contestualizzata una nuova lente, una nuova chiave di lettura del dialogo interculturale, della responsabilità sociale dell'università con la comunità e dell'educazione ad una cittadinanza attiva e pro-sociale.
Quest'anno, per i 5 studenti dell'università di Padova, il processo di immersione nel contesto brasiliano si è sviluppato nell'alternanza fra attività virtuali, a distanza e attività in presenza, seguendo i protocolli e le procedure di prevenzione e contenimento della diffusione del COVID-19, determinati dai diversi enti nei/con i quali si sono realizzate queste attività.
 
Incontro di benvenute/o con docenti del PPGESA - DCH III, UNEB.
 
Nello specifico, tutte le attività di studio con il programma di Mestrado PPGESA, del Dipartimento di Scienze Umane/DCH, Campus III, dell'Università dello Stato della Bahia/UNEB (l'università di accoglienza), si sono realizzate a distanza e sono iniziate ufficialmente con un incontro di 'Benvenute(o)', organizzato da docenti del Gruppo di internazionalizzazione accademica, del PPGESA e della direzione del DCH III, UNEB, realizzato quando l'equipe era ancora fisicamente in Italia. (Le Prof.sse Edilane C.T. e Marcia G.S. e i Prof. Josemar Pinzoh, Edmerson S.R. e Nicola A.).
 
Incontro con la Prof.ssa Barbara Cabral UNIVASF e RMSM.
Fra il periodo pre-partenza e la mobilità, si sono realizzate a distanza anche altre attività di formazione e presentazione di alcune delle realtà con le quali sia il Progetto BEA che il programma Intereurisland collaborano per la realizzazione dei progetti di Service-Learning. Una di queste è il Programma di Residenza Multiprofessionale di Salute Mentale/RMSM, vincolato all'Università Federale/UNIVASF, atraverso il quale si rendono possibili attività specifiche nei diversi Centri di accoglienza psico-sociale/CAPS, delle città di Petrolina-PE e Juazeiro-BA.
 
Equipe Bea&Intereurisland 2021 all'arrivo a Petrolina
 
 
Per l'equipe 2021, l'esperienza di mobilità fisica ha avuto inizio a partire dal giorno 18 settembre, data di arrivo dell'equipe Bea&Intereurisland 2021 all'aeroporto di Petrolina-PE (l'equipe, come ogni anno, è costituita da studentesse/i UNIPD ed eventuali volontarie/i in mobilità in Brasile attraverso il Progetto BEA e il programma Intereurisland e il coordinatore).

 
 
Durante il primo periodo in Brasile (nelle città di Juazeiro-BA e Petrolina-PE) il Progetto BEA e il programma Intereurisland prevedono le visite di conoscenza di tutti gli enti partner della rete locale, che si rendono disponibili ad accogliere gli studenti italiani per le attività pratiche dei progetti di Service-Learning (i tirocini). Nella foto del post si possone vedere enti quali la FUNASE (CASE, CASEM e CENIP) di Petrolina-PE: Fondazione socio ri-educativa che accoglie adolescenti in condizioni di conflitto con la legge; i CAPS: Centri di Assistenza psico-sociale; la Segreteria di sviluppo sociale, donne e diverstià SEDES, del comune di Juazeiro-BA; la Pastolar da Mulher: che accoglie donne in condizioni di prostituzione. La rete di collaborazioni locali contempla anche altri enti, sia pubblici che privati, del contesto locale.
Approfondendo dal punto di vista teorico l'esperienza della Pastoral da Mulher, Juazeiro
 
Mantenendo fede all'impegno preso durante l'ultimo weekend formativo pre-partenza (si veda il post specifico:  http://intereurisland.blogspot.com/2021/08/como-posso-alfabetizzarmi-con-lalfabeto.html), si è cercato sin dai primissimi momenti di rispondere concretamente alla domanda che ci si era posti, a seguito di un gioco di ruoli e della riflessione sullo spunto formativo di Paulo Freire: Come possiamo alfabetizzarci con l'alfabeto di chi ci accoglie?
 
Visita alla FUNASE CASEM (semilibertà), Petrolina-PE
 
Seguendo le diverse indicazioni di prevenzione e rispettando tempistiche e necessità di ogni ente, ci si è concentrati nell'Immergersi nel contesto di accoglienza, sentendosi interamente avvolti e sviluppando, in particolare, la capacità di osservare, ascoltare e chiedere. Pur non essendo stato assolutamente semplice, per diverse ragioni legate al periodo specifico, questo approccio ha permesso di acquisire nuove conoscenze e/o approfondire, incrementare conoscenze esistenti (sapere), sperimentare (saper fare), uscire dalle proprie zone di conforto e 'mettersi in gioco' dal punto di vista professionale e anche personale (saper essere) e creare e sviluppare legami, relazioni sia con colleghe(i) dell'equipe che con le tantissime persone che si sono incontrate negli ambiti del programma (università e comunità) e 'casualmente' nella vita di tutti i giorni (sapere vivere assieme).
 
Visita alla SEDES, Juazeiro-BA
 
 
 
"Io sto apprezzando moltissimo la possibilità di scoperta, di andare al CAPS o alla FUNASE e proprio avere l'opinione di un esperto, di una persona che ci lavora, che capisce la situazione e che ti descrive, ti parla, ti racconta la situazione e ... ti fa entrare [...]"
(V.
Equipe 2021 - Focus gruop a fine del primo mese di mobilità).
 
Per una serie di ragioni sempre vincolate al particolarissimo periodo, quest'anno le scelte degli enti di tirocinio sono state prese da ogni singolo studente solo a seguito del periodo iniziale di visite e questo si è rivelato un approccio significativo che si è deciso di adottare anche per i prossimi anni. Ci si è resi conto, infatti, che alcune percezioni, sensazioni e riflessioni si sviluppano solamente dopo esserci stati fisicamente, nei diversi luoghi della rete, ed aver incontrato le persone che ci lavorano o che sono accolte da quelle specifiche realtà.
 
Visita alla FUNASE CENIP, Petrolina
 
"Mi sta piacendo molto il fatto di conoscere tutte queste realtà in cui c'è finalmente un'applicazione della psicologia perchè mi sta tornando anche un po la fiducia nella psicologia. [...] anche se non è il contesto italiano, siamo molto fortunati di conoscere delle realtà nelle quali c'è un'applicazione della psicologia e [...] si parla di cos'è la salute mentale."
"Ringrazio questo tempo molto dilatato in cui abbiamo esplorato molte delle realtà di salute mentale di Petrolina e Juazeiro, perchè mi ha permesso di capire che alcune cose non mi interessano proprio."  (A. e A. Equipe 2021 - Focus gruop a fine del primo mese di mobilità)
 
Questo incremento di saperi (che fanno riferimento ai quattro pilastri della formazione secondo il Rapporto Delors: "Nell'educazione un tesoro", UNESCO, 1996) in un contesto culturale diverso da quello di origine, ha un ulteriore e interessante aspetto che scaturisce dalle riflessioni sull'esperienza di chi ne è direttamente coinvolto.
Dalle riflessioni su quanto si stava vivendo, ci si è accorti, infatti, che molto di ciò che si stava imparando non lo si conosceva in relazione al proprio contesto italiano. Questo ha fatto nascere il desiderio di approfondirlo al rientro dall'esperienza di mobilità.
"Ogni tanto penso a quanto non so dell'Italia!".
  
"Mi sembrava che ci fosse questo dislivello incolmabile fra come si svolge la (mia) quotidianità in Italia e come si svolge la quotidianità qua. [...] quelle cose che sai che esistono ma che non senti davvero che esistono perchè non le hai mai viste. All'inizio io ho pensato - Io vengo qua per fare cosa? [...] mi sembrava che avessi potuto solo imparare come all'università ... apprendo poi però non so lavorare come una psicologa. Ora invece sto iniziando a vedere anche punti di incontro [...] si è vero che ci sono delle differenza ma questo non vuol dire che (oltre ad imparare) non possa fare qualcosa di utile." (Equipe 2021 - Focus gruop a fine del primo mese di mobilità e finale)

Suonando il violino al CAPS II, Petrolina
 
Addentrarsi nel nuovo contesto non è un processo 'neutro', nel quale lo studente o la volontaria mantengono una distanza dagli avvenimenti e dalle persone. Al contrario, è un processo durante il quale, naturalmente, quasi per osmosi, inizia una sorta di contaminazione mutua, di incontro e dialogo alla pari fra soggetti portatori di valori, abitudini, conoscenze, credenze, insomma ... di culture, diverse fra loro. Ecco perchè, infatti, ci piace sottolineare sempre il fatto che si vivono incontri fra persone portatrici di culture diverse e non fra diverse culture.
Grazie a questo approccio, inoltre, queste esperienze di mobilità internazionale richiedono a chi è coinvolto il mettere in gioco le proprie conoscenze, capacità e competenze ma non solo, anche i propri interessi, desideri e passioni.
 
 
laboratorio di malabarismo allla FUNASE CASE
 
 
 
Si, interessi e passioni grazie alle quali ognuno di noi ha un background significativo che, prima o poi, esce allo scoperto, viene raccontato, condiviso, messo in scena e 'vissuto', incrementandosi di nuove esperienze. Interessi e passioni che, dall'altra parte, nascono e fioriscono proprio grazie a questa immersione e contaminazione reciproca.
Esempi straordinari di quest'anno sono stati gli interessi e le passioni specifiche per teatro e malabarismo, violino, graffiti e ... capoeira, che hanno fatto si che si sviluppassero esperienze meravigliose di dialogo interculturale, contaminazione reciproca e Service-Learning nella sua essenza più profonda e significativa e con il protagonismo degli studenti coinvolti.
 
 
 
L'immersione nel contesto locale è un processo che si sviluppa fino alla fine dell'esperienza di mobilità. Come scrivevamo all'inizio del post, a volte non si chiudono con il rientro al paese d'origine ma continuano, con forme e dimensioni diverse, anche nel post mobilità. Ne è testimonianza il fatto che le nuove relazioni si sviluppano, si intrecciano con relazioni esistenti, con persone e istituzioni che sono già parte del progetto da anni, consolidando sempre più la fiducia in quanto proposto con ciclicità annuali interconnesse.

L'equipe alla FUNASE CASE, al laboratorio di graffiti e murales con adolescenti in conflitto con la legge
 
Le esperienze sono sempre più radicate nel territorio e ogni singolo studente vive profondamente l'essere parte di questo contesto, nel quale lui, comunque, è 'lo straniero'.
 
Alessio L. participando ad un tavolo di discussione durante l'evento scientifico X WECSAB, DCH III, UNEB.

Sin dai primi passi che si fanno nella fase pre-partenza ci si rende conto che il Progetto BEA e il programma Intereurisland sono ... 'più grandi' delle singole esperienze di mobilità, si prende consapevolezza che, da studente o volontaria, non si è i primi e non si sarà nemmeno gli ultimi. Si è parte di un'equipe che spesso e volentieri è chiamata, invitata a vivere momenti assieme, come gruppo e non come singoli. In questo essere conosciuti e ri-conosciuti come gruppo, come equipe in mobilità, la comunità che accoglie riserva sempre alcune 'sorprese' ... e così è stato anche quest'anno. Una di queste, sicuramente, è stata l'invito ad un incontro di condivisione e scambio con un gruppo Scout di Petrolina, che ha permesso di vivere un pomeriggio completamente diverso e assolutamente inaspettato.
 
L'incontro con un gruppo Scout di Petrolina-PE

Nel periodo di mobilità, sempre nell'ottica di conoscenza e immersione nel contesto che ci accoglie, sia il BEA che Intereurisland prevedono un fine settimana prolungato a disposizione per un'uscita di visita o ad una delle Capitali Recife o Salvador, rispettivamente degli Stati del Pernambuco e della Bahia, o di immersione in uno dei diversi contesti naturali meravigliosi, che la Regione Nord Est del Brasile offre.
Quest'anno la scelta si è indirizzata verso il parco naturale della Chapada Diamantina, nel Cuore della Bahia, che, per alcune sue caratteristiche e meraviglie uniche è ad un passo dall'essere coinsiderata patrimonio mondiale dell'UNESCO.
 
Chapada diamantina, Bahia-BA. Vista dal Morro de Pai Inácio
 
"E' stata un'esperienza veramente ricca, prima di tutto pensando a quanto noi siamo stati immersi in tante, tante cose, non solo nel tirocinio e non solo a livello accademico. [...] il senso di stare nel locale e vivere la quotidianità per me è stato importantissimo. Raccontando l'esperienza mi sono resa conto di quanto [...] è stato bello che siamo riusiti davvero ad entrare in profondità in un contesto piccolo, ok, Juazeiro e Petrolina [...] la scelta di stare in una piccola media città e viversela cercando di conoscerla è stato davvero importante. Mi sono permessa., grazie al programma Intereurisland, di fare un lavoro non superficiale, di comunità molto, molto bello." (C. Equipe 2021, focus group finale).
 
Grazie equipe Bea&Intereurisland 2021, grazie di Cuore perchè, nonostante questo periodo molto particolare di vostra permanenza qui, avete saputo 'incarnare' questa 'immersione nel contesto locale' sin dai primissimi giorni, arrivando addirittura a conoscere persone, enti, luoghi, locali, progetti e programmi, che poi avete presentato al coordinatore e che ... lui stesso non conosceva.
E un grazie di Cuore alle persone dei diversi enti che, rispettando le indicazioni in merito alla prevenzione e scegliendo un approccio di incontro, dialogo e relazione, hanno reso possibile ogni attività.
 
Nicola Andrian
 
L'equipe 2021 nella nuova sede dell'ufficio Bea&Intereurisland in Juazeiro-BA

giovedì 16 settembre 2021

II Cyber Incontro internazionale di studenti universitari - Intereurisland & Scholas Chairs: Dialoghi e conflitti interculturali fra il locale e il globale, 17.11.2021

Presentazione

“Come equipe Intereurisland & Scholas Chairs, professoresse(i) e studentesse(i) universitarie provenienti da diversi paesi del mondo, esprimiamo il desiderio di incontrarsi, conoscersi e dialogare al di là delle frontiere territoriali, culturali, di religione, razza, età, di background accademico e di qualsiasi altro tipo, andando oltre ogni forma di pregiudizio e discriminazione, violenza e oppressione. Vogliamo condividere le nostre storie e riflettere insieme su come essere cittadini attivi e pro-sociali, valorizzando il nostro contesto (il Locale) e aprendo mente, cuore e anima al Globale." Così recita la Lettera di intenti del I Cyber ​​incontro Internazionale di studenti universitari (17 novembre 2020), firmata da tante(i) partecipanti.

A seguito della ricchissima esperienza del I cyber incontro e dopo le belle e significative esperienze degli incontri internazionali di Castel Gandolfo (2018), New York (2019) - e Madrid (2021) - vogliamo continuare a "Respirare" il Mondo, consapevoli di appartenere a una comunità più ampia e a un'umanità condivisa, e a tracciare nuove percorsi di dialogo e democrazia, con protagonismo e creatività”.

Grazie alla collaborazione fra l'equipe Intereurisland, Scholas Chairs e EnARS, il 17 novembre 2021, all'interno del X WECSAB - PPGESA, DCH III / UNEB, si è realizzato il

II Cyber incontro internazionale di studenti(esse) universitari(e)

 Dialoghi e Anti-dialoghi / conflitti - fra il Locale e il Globale

Un incontro aperto a studenti (ma anche a docenti, ricercatrici/ori e tecniche/i) di qualsiasi università del mondo, ma anche a persone vincolate a progetti di Social Engagement (Responsabilità sociale dell'Univeristà con la comunità), indipendentemente da età, razza e/o credo religioso. 145 iscritti provenienti da 14 paesi diversi quali: Albania, Argentina, Brasile, Cile, Spagna, Guatemala, Honduras, Italia, Mozambico, Nigeria, Perù, Portogallo, Repubblica Dominicana e Zambia.

Un momento dell'incontro
 
L'incontro si è aperto con la partecipazione straordinaria dos artistas brasileiros Maercio José (músico, produtor musical independente e leader da banda musical reggae Tio Zé Bá) e Marcos da Silva Costa (artista visual de Salvador) commemorando la Giornata della Coscienza Nera (dia da Consciência Negra, 20 de novembro).
 
Maercio José e Marcos S.

A seguire ci sono stati i saluti di benvenuto del Prof. Josenilton Nunes Vieira, Coordinatore del programma di Mestrado PPGESA (DCH III, UNEB), del Prof. Daniel Ernesto Stigliano, responsabile mondiale del programma Scholas Chairs e di Isabella Polloni, presidentessa dell'associazioen EnARS.

Ascoltare, Creare e Celebrare, le tre parole della formula educativa di Scholas Chairs, con le quali il Prof. Daniel Stigliano ha augurato un buon incontro e un buon cammino a tutte e tutti i partecipanti.

Dopo i saluti ci siamo divisi in gruppi secondo la lingua madre e abbiamo provato a riflettere assieme partendo da uno spunto del grande pedagogista brasiliano Paulo Freire e cercando di rispondere a due provocazioni.
 
Lo spunto:
 
"Il dialogo, come incontro di uomini per la “pronuncia” del mondo, è condizione fondamentale per la sua reale umanizzazione." (Paulo Freire, Pedagogia dell'Oppresso)

Per un'educazione critica e liberatrice, Paulo Freire, riconoscendo nel dialogo uno degli aspetti più importanti da sviluppare, ha sempre avvertito del pericolo dell'antitesi tra lo stesso dialogo, orizzontale, umanizzante, problematizzante, che nasce da una matrice critica e genera criticità, e forme alienanti e disumanizzanti che lui chiama antidialogo, verticale, di potere che genera oppressione.

Le provocazioni:

  • Quali forme di dialogo e di antidialogo, o addirittura di conflitto, viviamo nel nostro ambiente accademico (sia a livello locale che in relazione con contesti internazionali/globali)?  
  • Come studentesse/i, ricercatrici/ori, docenti, tecniche/i, quali strade possiamo intraprendere (anche partendo da azioni concrete e puntuali) per superare queste forme di antidialogo e/o conflitto?

Al rientro nella plenaria finale si è condiviso anche come ci si è sentiti, come si è vissuto questo incontro assieme.

L'incontro si è chiuso con il desiderio di sviluppare sempre di più i vincoli creati e con l'impegno di pianificare un calendario con attività di ricerca, azione e formazione, attraverso una rete internazionale di collaborazioni fra università, enti del territorio e singole persone.

Fra le diverse attività che verranno pensate, ci sarà sicuramente il III cyber incontro ... in data 17 novembre 2022 ...

Il 17 novembre, infatti, è la Giornata internazionale dello studente universitario, in memoria dei 9 studenti e professori di varie università dell'ex Repubblica Cecoslovacca, fucilati dalle truppe naziste il 17 novembre 1939.

Grazie di Cuore a chiuque abbia permesso la realizzazione di questo evento e arrivederci al 7 novembre 2022 - Commissione organizzatrice X WECSAB & II Cyber incontro internazionale di studenti universitari Intereurisland & Scholas Chairs. 

Volete 'respirare il mondo'??? Guardate il breve video del I cyber incontro: https://www.youtube.com/watch?v=C3IRkpKuJOA

Organizzazione dell'evento: X Commissione WECSAB, equipe del programma di ricerca e scambio Intereurisland, vincolata al PPGESA / DCH III (UNEB); Associazione EnARS, Italia; Rete di Cattedre Scholas; Gruppi di ricerca EDUCERE, POLIFONIA ed ECcusS


lunedì 30 agosto 2021

Come posso alfabetizzarmi con l'alfabeto di chi è 'diverso' da me e che incontrerò in questo viaggio? Weekend formativo residenziale, in cammino con Paulo Freire

Canyon & Bivacco 22, 23 agosto 2021, ultima tappa del percorso formativo pre-partenza per esperienze di mobilità in Brasile - Equipe 2021, Progetto BEA e programma di ricerca e scambi Intereurisland (Bea&Intereurisland).

In cammino verso il Bivacco

Nell'atto del camminare, ad ogni passo, il nostro corpo perde l'equilibrio trovato per raggiungerne uno nuovo. Appoggio dopo appoggio, in una continua alternanza fra momenti di stabilità (conforto) e momenti di passaggio, di 'perdita' di questa stabilità, ci si muove a volte anche senza la consapevolezza che è proprio questa continua alternanza di 'stati' ciò che è necessario per 'spostarsi ', verso la destinazione ... che in portoghese chiamiamo 'destino'.

Questa è una metafora che ci piace molto per condividere l'approccio formativo di questa due giorni residenziale, che ci ha visti in cammino sotto tanti punti di vista, verso il nostro 'destino' della partenza per Petrolina e Juazeiro, in Brasile, nel prossimo mese di settembre.

Il gruppo delle tecniche
La tematica centrale che abbiamo affrontato e approfondito è stata quella del dialogo interculturale. Nello specifico, la giornata di domenica ci ha visti impegnati (in un contesto naturale meraviglioso che si è prestato perfettamente alle attività in programma ... il Canyon) nel gioco di ruolo 'Il ponte di Mostar' (E. Euli E., Soriga A., Sechi P.G., Puddu S., 1995), rivisto e adattato dall'equipe formativa.

L'attività, nella sua proposta originale, ha lo scopo di far "sperimentare le sensazioni che si possono provare incontrando un mondo culturale diverso e completamente nuovo, anche quando le abitudini appaiono ai nostri occhi ingiuste, arretrate e crudeli.". Per raggiungere questo obiettivo formativo, il gruppo è stato diviso ed è stata proposta l'interazione fra la popolazione di un villaggio (molto 'isolato' in un determinato territorio montano) e un gruppo di tecnici/he (ingegneri, geometri/e etc) che vengono invitati dal governo della Valle ad interagire con la popolazione del villaggio, sia per raccogliere informazioni di matrice antropologica e sociale sia per offrire consulenze per la ricostruzione di un ponte abbattuto da una guerra.

Incontro e (non)dialogo con la comunità montana

 

 

Le diverse usanze/costumi/abitudini culturali e sociali dei due gruppi hanno creato le condizioni per un incontro e un (non)dialogo' fra i due gruppi che ha portato i partecipantii ad uscire dalle loro zone di confort, a 'muoversi' verso le(gli) altre(i) in modo non scontato, non 'normale', non lineare ma ... molto più consapevole dei limiti, delle barriere di ciò che troppo spesso si da per scontato, è cioè la capacità personale e del gruppo di incontro e dialogo con altre(i).

 

Il cerchio finale di riflessione su quanto vissuto è stato il Cuore della giornata ed ha racchiuso in se il potenziale formativo che ha permesso di far crescere e maturare la consapevolezza innanzi tutto in merito ai limiti, alle barriere, alle criticità che esistono e si creano quando si da per scontato di essere capaci e pronti alla relazione.

Attraverso la riflessione, però, è stato possibile anche far emergere atteggiamenti, attitudini, strategie, nuovi cammini che possono portare ad una relazione 'autentica', non violenta, di vero dialogo con chi è 'diverso' da noi. E questo si è trasformato nel momento formativo per eccellenza, seguendo un approccio che l'equipe di coordinamento Bea&Intereurisland ha scelto in modo specifico quest'anno: il riferimento, la ri-lettura e ri-proposta del pensiero, della proposta politico-pedagogica e della praxis del grande pedagogista brasilaino Paulo Freire. Quali migliori spunti, allora, proprio quelli da lui proposti in merito alla continua antitesi fra dialogo e anti-dialogo?

Nel cerchio formativo di chiusura dell'attività, quindi, a seguito di un primo giro di condivisione, si è aperta la discussione attraverso uno spunto formativo e una questione, alla quale si è cercato di rispondere basandosi su sensazioni, emozioni e azioni sperimentate durante la dinamica ma anche sul vissuto di ogni partecipante. 

Lo spunto formativo:

Esperienza (proposta da Camilli durante una LIVE del Circulo di Cultura Paulo Freire del DCH III, UNEB) dell’incontro del pedagogista brasilano Freire con giovani universitari in Pelota, in occasione di un incontro del Movimento sem Terra (MST). Durante questo incontro, “gli studenti gli hanno chiesto: ‘Noi vogliamo molto andare negli insediamenti (assentamentos) dei Sem Terra e aiutare alla loro alfabetizzazione. Lei cosa ci può dire?’ E lui - Paulo F. - risponde: “Guardate bene miei giovani. La prima cosa è andare lì e alfabetizzarsi con il loro alfabeto. Loro hanno un proprio alfabeto. Non andate lì a portare quello che voi sapete, quello che avete imparato nei libri, andate lì a comprendere e imparare quello che loro, l’MST, sa.”.

Quale messaggio più profondo e significativo potrebbe essere condiviso con studentesse(i) in formazione per un'esperienza di scambio??

La questione:

"Quali atteggiamenti, capacità, competenze possiamo scegliere e vivere, mettere in atto/utilizzare, sviluppare per cercare di 'alfabetizzarci con l'alfabeto di chi è diverso da noi e che incontreremo in questa esperienza di mobilità in Brasile?"

Una chiave di ri-lettura e ri-proposta dell'esperienza di Paulo Freire è quella di contestualizzare nello spazio e nel tempo quanto viene approfondito e proposto. Su questa linea, infatti,  la ricchissima condivisione di riflessioni ci ha regalato degli spunti che verranno approfonditi dal punto di vista teorico e pratico lungo tutto l'arco di tempo dell'esperienza di mobilità nelle città di Juazeiro-BA e Petrolina-PE, nella regione Nordest del Brasile, in programma da metà settembre a metà dicembre di quest'anno, 2021.

Una prima indicazione espressa è quella di osservare

"Alfabetizzarsi è sicuramente osservare l’altro senza metterlo a paragone con il proprio punto di partenza. Alfabetizzarsi significa capire come agisce l’altro e provare anche a imitarlo" (A.)

Una seconda indicazione è quella di sospendere il giudizio e ogni nostra certezza

"Ogni persona è altro da noi così come noi stessi siamo altro per chi ci sta di fronte. Non possiamo 'usare' l’altro come schermo per la nostra individuale proiezione. Occorre saper vedere l'altro nella sua distanza e differenza da noi così come nella sua possibile vicinanza e comune appartenenza. Per questo, forse, il primo passo è semplicemente quello della sospensione. Della messa in parentesi di ogni certezza (spesso solamente culturale) per poter accogliere la novità; e crescere. Osservo, sospendo il giudizio e ascolto." (C.)

"Sto accanto alle persone con l’idea di conoscerle con uno sguardo puro, pulito, con stupore, che vuole capire cosa è importante e significativo per l’altra persona anche se per me non lo è e/o lo potrei giudicare insignificante per i miei valori e la mia cultura...

Capisci cosa per me è importante e anche se lo fai per il mio bene (o lo pensi) ... non mi giudicare mai con le parole, con i fatti, con la tua comunicazione non verbale." (R.)

Una terza indicazione è quella di chiedere quando non si conosce e non si sa

"Dunque, alfabetizzarsi, per me, significa avere l'umiltà di chiedere quando non sai, o pensi soltanto di sapere. Perché alle volte per paura di non sembrare all'altezza, ci ritroviamo a non esserlo per davvero. Alfabetizzarsi è riscoprire il silenzio, fondamentale per osservare: spesso mi sento perso in un dire e ridire concetti in cui credo ma che non ho ancora metabolizzato, e mi ritrovo a pensare a quanto sarebbe meglio stare semplicemente zitto e osservare, per capire davvero chi ho di fronte." (A.)

Una quarta indicazione è quella di chiedere si, ma ... 'usando domande buone'

"Per quanto SIA SAGGIO che ci hanno/abbiano insegnato/educato a porci i PERCHE ... Quando conosco una persona EVITO il PERCHE, perché potrebbe suonare interrogativo e giudicante...

Camminami accanto e chiedimi "come sto, cosa voglio, come posso raggiungerlo, chi può aiutarmi, etc etc etc"...

Forse non so neanche io il perche delle cose che faccio... e chiedermelo potrebbe bloccarmi... Forse non so rispondere perche amo quella persona, ma so che senza di lei potrei non "vivere"... e te lo racconto se parto da un altro lato della storia." (R.)

Una quinta indicazione è quella di ... immergersi e conoscere il contesto che ci accoglie

"Ecco, credo che alfabetizzazione nel nostro caso significhi riuscire a comprendere la grandezza, la bellezza, la ricchezza nel contesto in cui ci si trova." (A.)

Una sesta indicazione è quella di comprendere quale sia il nostro compito, o meglio: ricordarci e non perdere di vista quale sia il vero fine (nell'incontro con l'altra/o)

"Per alfabetizzarsi è necessario ricordarsi, sempre, che stiamo interagendo con un altro mondo e che la sua conoscenza e il rispetto per esso non può passare in secondo piano: il nostro fine primario deve essere la conoscenza, per far sì di instaurare una relazione rispettosa ed efficace, così da poter imparare e risultare effettivamente utili." (L.)

Un'ulteriore indicazione la propongo io stesso, sulla base di un contributo dato a fine esperienza da una dei partecipanti e perchè su questo si lavora spesso nel percorso formativo pre-partenza:

"Alfabetizzarsi significa capire quale è la nostra alfabetizzazione per capire dove inizia quella altrui." (A.)

Quanto è importante e significativo conoscere le/i proprie/i radici, cultura, motivazioni, desideri, paure, interessi ... per entrare in relazione con l'altro(a)?

 

 

A seguito del momento vissuto nel Canyon, la due giorni formativa è continuata con lo spostamento verso il passo, dove sono state lasciate le macchine, e la salita verso il bivacco che ci ha ospitati per la cena, il cerchio di condivisione della sera, il riposo notturno, il risveglio e l'ultimo momento formativo.


 

Risveglio corporeo
Grazie Alessio, Anna, Arianna, Caterina, Elisa, Lucrezia, Roberta, Simone e Valentina per aver camminato assieme in questi due giorni. Per esserci stati, in apertura e connessione con le(gli) altre(i) e la natura, per aver condiviso così profondamente parte dei vostri pensieri, emozioni, vissuti, paure, speranze, sogni. Un grazie speciale ai facilitatori/formatori Roberta e Simone.

Un impegno che ci prendiamo come equipe di coordinamento è quello di accompagnare le(gli) studentesse(i) coinvolte(i) in questa esperienza, cercando di creare le migliori condizioni formative, anche per rispondere alle questioni che sono state poste nel cerchio di valutazione di questi giorni.

"Sembra facile detto a parole ma mi rendo conto che non lo è nella pratica. Subito mi sorge un pensiero disturbante: ma cosa significa veramente ascolto non giudicante? Sospensione del giudizio? È possibile? O siamo "condannati" al relativismo della nostra prospettiva? Dove stanno i limiti di ciò che può e non può essere giudicato. Come mi devo approcciare ai casi estremi di disconoscimento e calpestamento di diritti umani universali che la stessa cultura non riconosce?"

Il gruppo in partenza verso il bivacco
 

Allora buon cammino a noi,

Nicola Andrian (coordinatore programma Intereurisland)

Il materiale condiviso in questo post (materiale che fa parte della documentazione della ricerca post-doc Intereurisland - dal locale al globale (PPGESA - UNEB), è parte di un articolo scientifico in fase di valutazione per la pubblicazione in una rivista italiana, in memoria dei 100 anni dalla nascita di Paulo Freire.

Riferimenti:

Camini, I. (2021) A pedagogia freireana fundamentando a Pedagogia da Terra no MST, LIVE

Euli, E., Soriga A., Sechi P.G., Puddu S. (1995) Percorsi di formazione alla nonviolenza. Satyagraha