giovedì 3 aprile 2025

L'equipe 2024 da i numeri!

"Credo sia difficile riassumere tutto quello che ha significato per me questa esperienza di mobilità. Il senso lo ritrovo ogni giorno nel vedere la persona che sono diventata dopo questi sei mesi in Brasile. Il perché mi sono lanciata in questo viaggio è da ricercarsi nella consapevolezza che il contatto con l’Umano in tutte le sue forme e manifestazioni è imprescindibile a chi come me si augura, in un futuro non troppo lontano, di lavorarci. Rompere gli schemi mentali dentro i quali da sempre siamo cresciuti, decostruirsi e mettersi in discussione, sono tutte motivazioni che mi hanno spinta a mettermi in gioco cercando di sfidare ed abbattere i miei limiti." (S.1, 2024)

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Noi, dell'equipe Bea&Intereurisland 2024

L'equipe Bea&Intereurisland 2024

Ci presentiamo: Alice Zucchi, corso di laurea magistrale in neuroscienze e riabilitazione neuropsicologica, Università di Padova (UNIPD); Enrica Cusin, diploma magistrale in psicologia clinica e di comunità, Istituto universitario salesiano Venezia (IUSVE); Francesca Aloi, PhD UNIBO, Giovanni Cattin, corso di laurea magistrale in psicologia clinica dello sviluppo, UNIPD; Lucrezia de Lucia, corso di laurea magistrale in psicologia sociale del lavoro e della comunicazione, UNIPD; Valentina Gigliello, Master in Criminologia critica e sicurezza sociale. Devianza, istituzioni e interazioni psicosociali, UNIPD e Nicola Andrian, direttore del Centro BEA, coordinamento programma Intereurisland e Progetto BEA.

8018

I km che separano Padova (sede UNIPD) da Petrolina (PE) - Juazeiro (BA), sede UNEB, UNIVASF e enti Partner della Comunità


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Gli enti partner della rete locale e internazionale, grazie ai quali (e alle collaborazioni tecniche fra gli stessi) si sono rese possibili le esperienze di mobilità e di GloCal Service-Learning dell'equipe 2024.

In Italia:

  1. Associazione EnARS, Padova: l'associazione sociale grazie alla quale nel 2002 è nato il Progetto BEA, in seno al quale, nel 2016, si sviluppa il programma di ricerca e scambi Intereurisland.  
  2. Associazione Marcellino, Padova: collaborazione per la realizzazione delle attività formative pre-partenza.
  3. Istituto Universitario Salesiano di Venezia, IUSVE, Venezia.
  4. Università di Bologna, UNIBO, Bologna.
  5. Università di Padova, UNIPD, Padova.

Corso di lingua portoghese e cultura brasiliana, alla sede del Marcellino, Padova (evento ibrido)

In Brasile:

Nelle prime due settimane di mobilità in Brasile il programma propone all'equipe intera la visita a tutti gli enti partner delle città di Juazeiro e Petrolina.

"Anche gli incontri negli enti sono una “ragione” per intraprendere questo viaggio. In primis, perché in Italia accedere a certi contesti è burocraticamente molto complesso e richiede molto tempo. Siamo riusciti con le visite delle prime settimane a conoscere molte realtà. Reputo queste visite molto interessanti, perché attraverso le parole di chi ci ha accolti mi sono pian piano immersa nel contesto e ho ascoltato racconti molto toccanti. Mi è piaciuto che il profilo del territorio mi fosse raccontato dalle parole degli operatori, e conoscere le reali storie degli utenti, per quanto dure, per me è stato un valore aggiunto, che mi ha stimolato molte riflessioni; etiche, politiche, culturali…" (S.2, 2024)
  • BEA, Centro de estudos e práticas, Petrolina-PE. Il centro di formazione permanente che, attraverso una convenzione con UNIPD, è l'ente che accoglie gli studenti UNIPD per attività di tirocinio / stage all'estero.
  • Casa Dom José Rodrigues, Juazeiro-BA: accoglienza e servizi offerti a minori in condizioni di disagio e vulnerabilità socialeCAPS III, Juazeiro-BA
  • FUNASE CASE, PetrolinaPE: casa di reclusione per adolescenti in condizione di conflitto con la legge (con privazione totale di libertà).
L'equipe 2024 in visita alla FUNASE CASE, Petrolina
  • FUNASE CENIP, Petrolina-PE: casa di reclusione per adolescenti in condizioni di conflitto con la legge (con privazione totale di libertà).
L'equipe 2024 in visita alla FUNASE CENIP, Petrolina
  • Lar Feliz, che accoglie bambini e adolescenti in condizioni di rischio e vulnerabilità sociale in Juazeiro-BA
  • Messe Do Amor, Juazeiro-BA, centro vincolato alla Segreteria di Sviluppo sociale e lavoro SEDES, del comune di Juazeiro-BA: accoglienza e cura di bambini e adolescenti vittime di violenza e in condizioni di grave rischio e vulnerabilità sociale.
  • Pastoral da Mulher, Juazeiro-BA: accoglienza e servizi offerti a donne in condizioni di prostituzione.
In visita alla Pastoral da Mulher, Juazeiro
  • Mestrado PPGESA (Master) in Educazione, Cultura e Territori Semiaridi, del De partamento de Ciências Humanas, Campus III, della Universidade do Estado da Bahia, (UNEB), Juazeiro-BA.
  • Semente do Amanhã, Juazeiro-BA: accoglienza e servizi socio - (ri)educativi ad adolescenti in condizione di conflitto con la legge (casa di semilibertà).
  • Residência Multidisciplinar em Saúde Mental RMSM, della UNIVASF, campus di Petrolina-PE: formazione operatori per i Centri di Attenzione Psico Sociale CAPS.
  • Universidade Federal do Vale do São Francisco (UNIVASF), corso di laurea in Psicologia, campus di Petrolina-PE.
Incontro con la Prof.ssa Lucia Marisy, Vice Rettrice della UNIVASF
  • Vara da infância di Petrolina, Comarca de Petrolina (Tribunale dei minori del Distretto di Petrolina). 

2998

Il monte ore totale di tirocinio formativo realizzate dall'equipe da agosto 2024 a gennaio 2025

Laboratorio sul Teatro Giornale con il corso di psicologia alla UNIVASF

"Il Nordest del Brasile è una terra straordinaria, e lavorare in un'università brasiliana ha rappresentato la perfetta conclusione di un ciclo di ricerca dottorale incentrato su due figure di spicco di origine brasiliana: Paulo Freire e Augusto Boal." (S.3, 2024)


Laboratorio di Pizza, alla Casa Dom José Rodrigues

387

Bambini, adolescenti, donne e uomini che hanno potuto partecipare da protagonisti alle diverse attività realizzate dall'equipe 2024. Coloro i quali vengono chiamati 'beneficiari'.

"Il percorso fatto con la professoressa [Barbara E.B.C., tutor accademica del progetto] lo tengo molto a cuore e credo costituisca una buona base per il mio futuro professionale. Ecco alcuni dei temi che mi hanno più colpita: 'Come si può garantire la cura e la libertà del paziente?” “Che professionista voglio essere?” “Come la mia pratica professionale può avere un impatto sulla società contemporanea?'" (S.2, 2024)

Nello specifico, le attività pianificate e condotte dall'equipe 2024 hanno coinvolto direttamente e in modo interattivo:

92 studenti UNIVASF: a) corso di psicologia (semestre 2024.2); b) laboratorio al Congresso: 10º Fórum de Mobilização Antimanicomial do Sertão / 6ª Mostra de Atenção Psicossocial / 1º Encontro Nacional do Cuidado em Liberdade; c) Corso di lingua e cultura italiane.

Laboratorio al 10º Fórum de Mobilização Antimanicomial do Sertão 

70 studenti del Mestrado PPGESA e dei corsi di laura in Pedagogia e Giornalismo, DCH III, UNEB: a) Corso di extensão (social engagement) Relazioni interpersonali e dinamiche di gruppo, 2024.2; b) seminari didattici al PPGESA; c) Corso di lingua e cultura italiane, 2024.2.

Corso di extensão Relazioni interpersonali e dinamiche di gruppo, PPGESA, DCH III, UNEB, 2024.2

"Il corso ha avuto senso nella mia traiettoria accademica formativa per aver fatto emergere dinamiche e aver ispirato riflessioni su argomenti e temi che difficilmente trovano spazio nelle aule universitarie, utilizzando un approccio diverso da quallo a cui siamo abituati." (S.4, 2024) 

64 adolescenti in condizioni di conflitto con la legge (case du reclusione minorile FUNASE CENIP e CASE a Petrolina e casa di semilibertà Semente do Amanhã, Juazeiro)

40 donne in condizione di prostituzione, alla Pastoral da Mulher in Juazeiro.

40 adolescenti in condizioni di cinflitto con la legge al tribunale dei minori del distretto di Petrolina.

32 bambini in condizioni di rischio e vulnerabilità sociale, e rispettivi genitori, al centro Lar Feliz di Juazeiro.

23 minori vittime di violenza e in condizioni di grave rischio e vulnerabilità sociale, alla Casa Messe do Amor, Juazeiro.

Attività sviluppate alla Messe do Amor e al Lar Feliz

15 opertarori dello Staff della FUNASE CASE

7 utenti dei Centri di Assistenza/Cura Psico-sociale CAPS, di Petrolina e Juazeiro

4 coordinatori pedagogici delle Scuole municapli di Juazeiro: Corso di extensão (social engagement) Relazioni interpersonali e dinamiche di gruppo, 2024.2.

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I progetti di GloCal Service-Learning, pianificati e realizzati in seno al progetto di extensão (social engagment) dal titolo: 'La relazione educativa e di aiuto in contesti extra-scolastici', come parte integrante del corso di terza missione: Relazioni intrpersonali e dinamiche di gruppo, PPGESA, DCH III, UNEB.

1. Educação para a sexualidade e afetividade (Educazione alla sessualità e all’affettività), con un gruppo di adolescenti dai 13 ai 17 anni alla casa Dom José Rodrigues, Juazeiro.

Laboratorio di educazione sessuale con adolescenti alla Casa Dom José Rodrigues

Laboratorio di educazione sessuale con adolescenti alla Casa Dom José Rodrigues

2. Passos no mundo (Passi nel mondo), con bambini vittime di violenza e in condizione di grande rischio e vulnerabilità sociale, alla Casa Messe do Amor, Juazeiro.

3. A Arte da Mudança (L'arte del cambiamento), con adolescenti in condizione di conflitto con la legge alla FUNASE CASE, Petrolina.

4. Burnout e apoio coletivo (Burnout e sostegno collettivo), con lo staff della Casa Messe de Amor, Juazeiro. Questo progetto non è stato realizzato per una serie di circostanze non favorevoli (fra le quali la mancanza di tempo durante l'ultima parte degli stage delle studentesse coinvolte).

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Gli articoli scientifici scritti, approvati e presentati in diversi contesti accademici:

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I mesi del periodo di mobilità dell'equipe Bea&Intereurisland, iniziata a metà agosto 2024 e finita (per gli ultimi due) a metà gennaio del 2025.

Arrivo dell'equipe 2024 all'Aeroporto de Petrolina PNZ

Alcune partenze per il rientro in Italia

"Ho sempre avuto una naturale tendenza a osservare attentamente ciò che mi circonda, ma il Brasile, con la sua realtà intensa e sfumata, mi ha insegnato qualcosa di nuovo: il suo impatto mi ha portata a guardare il mio mondo interiore in modo diverso. Era come se, osservando la complessità e le sottigliezze di questa terra, avessi trovato uno specchio per esplorare più a fondo me stessa e le mie contraddizioni." (S.3, 2024)


Seguiteci su Instagram: @bea_intereurisland

Per un approfondimento dell'esperinza dal punto di vista scientifico:

Andrian, N. (org.) (2024). GloCal Service Learning. Aprendizagem Solidária GloCal. Bagai Editora, 2024. ISBN Livro eletrônico: 978-65-5368-278-8. Disponibile al link https://www.researchgate.net/publication/380785078_GloCal_Service-Learning_Aprendizagem_Solidaria_GloCal  


sabato 29 marzo 2025

Un viaggio per “ricostruirsi” - Report finale esperienza di GloCal Service-Learning di Enrica Cusin, IUSVE

 Sarà difficile riassumere questo percorso, e ancora più complesso sarà tradurre in parole le emozioni, i sentimenti e gli apprendimenti avvenuti durante l'esperienza di tirocinio formativo professionalizzante, post lauream.

O Rio São Francisco
Con la Prof. Barbara C.

Per raccontare questa mia avventura in Brasile mi avvarrò di alcune parole donatemi dalla professoressa Barbara Eleonora Bezzera Cabral, dell'Università Federale UNIVASF, quali: “Incontro è metodo”. Incontrando una realtà brasiliana ha significato entrare, sempre usando le parole della professoressa, in un processo di “decostruzione per poi ricostruirmi”.

Primi incontri:

Nel primo periodo del mio tirocinio (pre-mobilità), vissuto in Italia da marzo a luglio del 2024, incontro Nicola Andrian coordinatore del Progetto BEA (promosso da EnARS, Padova, e dal BEA Centro de estudos e práticas di Petrolina Brasile), che non ringrazierò mai abbastanza per avermi fatto conoscere questa opportunità e per avermi accompagnata per tutta l’esperienza con gentilezza e disponibilità. Nicola lo conosco online, lui è ancora in Brasile, e fin da subito mi colpisce la struttura della proposta formativa che stimola il protagonismo dei tirocinanti. Era quello che stavo cercando, mi stavo informando per il tirocinio professionalizzante e avevo voglia di una proposta differente, che mi potesse coinvolgere e rendere partecipe durante il lungo periodo di stage. Nel primo colloquio mi colpì la domanda sulle mie passiioni. Mi venne raccontato, infatti, come negli anni precedenti proprio le passioni degli studenti costituirono la base dei loro progetti per la comunità e questo mi fece prendere seriamente in considerazione la possibilità di partire.

Ad aprile avviene il mio primo incontro con un 'pezzo' di Brasile grazie a Jessica e Vinicius, che attraverso le loro lezioni di lingua portoghese e di cultura nordestina mi hanno permesso di avvicinarmi al Sertão. Jessica C. e Vinicius C. erano studenti del Master PPGESA - Mestrado em Educação, Cultura e Territórios Semiáridos al Dipartimento di Scienze Umane di Juazeiro-BA, dell’Università statale della Bahia, la UNEB. Averli in Italia è stato molto bello e con loro ho vissuto uno scambio culturale, perché attraverso la loro curiosità ho potuto interrogarmi e riscoprire il mio paese e rendermi conto di quanto alle volte lo si dia per scontato (il paese in cui si vive).

Festa Junina con equipe 2024
Altri momenti significativi vissuti assieme sono stati la festa Junina, realizzata nella sede dell'associazione Marcellino a Padova e il fine settimana formativo in bivacco. Questi ultimi due momenti del percorso formativo pre-partenza (proposto dal progetto) sono stati particolarmente significativi il primo mi ha anticipato alcuni momenti di festa che avrei incontrato in Brasile accompagnati dall’immancabile forró (il ballo tradizionale nordestino) e il secondo con le sue attività mi ha stimolato riflessioni che mi sono state utili nell’esperienza di viaggio.

Durante questo primo periodo il mio stato d’animo era ambivalente e ondeggiava tra una grande curiosità e tanta paura. Per farmi coraggio ho deciso di non pensare alla partenza fino al momento di fare i vaccini e chiudere le valigie. Il mio obiettivo era quello di farmi meno aspettative possibili e di non incontrare informazioni che potessero farmi desistere dalla decisione presa. Quando raccontavo che stavo per partire in molti mi hanno guardato stupiti dicendomi “in Brasile, ma è pericoloso”. Forse già con questa frase era iniziato il processo di “decostruzione per poi ricostruirmi”. In primis ho imparato che il Brasile è un Paese enorme e che non è possibile generalizzare. Poi ho riconfermato l’apprendimento che, anche se le cose sono difficili e pericolose, tutelandosi e facendosi coraggio è possibile viverle e arricchirsi. E così piena di preoccupazioni sono salita sui diversi aerei facendo un salto nell’ignoto chiamato Brasile.

L'equipe Bea&Intereurisland all'arrivo all'aeroporto di Petrolina-PE.

Incontri Brasiliani:

L’impatto con le città di Petrolina, nello Stato del Pernambuco, e Juazeiro, nella Bahia, nella Regione nordest del Brasile, è stato fin da subito molto forte. Mi sono apparse come due terre piene di contrasti e contraddizioni.

Nelle prime settimane abbiamo visitato gli enti partner del progetto. Mi piaciuto sentire i racconti degli operatori che spesso narravano anche le storie degli utenti, descrivendo il contesto in cui ero arrivata. Queste storie sono state una modalità per scoprire e iniziare a comprendere il territorio.

Terminate le visite è iniziato quello che per me è stato un difficile processo di scelta. Momento che ho vissuto con molta fatica perché da un lato ero affascinata da più realtà e per altre temevo di non riuscire a reggere il peso emotivo di certi incontri.

Equipe CAPS 3 AD Juazeiro-BA

Alla fine, ho scelto di trascorrere due giorni a settimana al CAPS 3 AD (Centro di attenzione psicosociale - alcool e droghe 24h) di Juazeiro, altri due giorni all’unità Semente do Amanhã di semilibertà per minori in conflitto con la legge e un pomeriggio a settimana presso l’ONG Casa Dom José Rodrigues che si occupa di minori in condizione di vulnerabilità.

Equipe tecnica Semente do Amanhã e equipe 2024 con equipe Casa Dom José Rodrigues.jpeg

Inoltre, due sere a settimana ho insegnato presso l'UNIVASF lingua e cultura italiana e presso l’UNEB ho frequentato il corso Relazioni interpersonali e dinamica di gruppo tenuto da Nicola Andrian. Ho cercato di trarre il massimo dai tre mesi in Brasile, tanto che ho anche pubblicato un articolo all'evento scientifico del PPGESA, il XIII WECSAB (Workshop Nacional e IV Internacional de Educação Contextualizada para a Convivência com o Semiàrido) e presentato un altro al EDUCOM (Encontro Brasileiro de Educomunicação).

Come si può intuire i ritmi sono stati abbastanza serrati e densi, al contempo ricchi di incontri e apprendimenti.

L’esperienza negli enti è stata supervisionata dalla professoressa Barbara Eleonora Bezzera Cabral. Analizzando le varie esperienze di tirocinio ho compreso che la “psicologia non è quadrata, ma rotonda”. Queste parole sono di Hairis, una delle tirocinanti brasiliane allieve della professoressa Barbara. Lo scambio con gli studenti locali è stato molto arricchente permettendomi di scoprire inediti punti di vista e nuove pratiche di cura. Le parole di Hairis ben descrivono il processo che ho vissuto mentre ero negli enti. Incontrare il reale, la quotidianità dei servizi, dell’equipe e degli utenti è molto difficile e si scontra fortemente con quello che ci viene insegnato all’università e raccontato nei libri accademici. Questo tirocinio è stato un bel banco di prova con sfide quotidiane dove si è rivelato necessario imparare a gestire l’emotività, le delusioni, momenti di tensione e difficoltà, e con tanti apprendimenti e scoperte, e creazione di strategie di adattamento.

Dopo questa esperienza sorrido quando guardo delle parole crociate pensando quanto con una usuaria siano state terapeutiche e di aiuto. Le parole crociate sono state uno strumento terapeutico creativo scoperto grazie alla mia creatività. Ho scoperto così quanto la creatività personale sia importante nel lavoro clinico.

Alla Casa Dom José Rodrigues ho realizzato il mio progetto specifico di Service-Learning, sviluppato attraverso il progetto di Extensão (Social Engagement) 'La relazione educativa e di aiuto incontesti extrascolastici', PPGESA, UNEB. La parte pratica si è concretizzata realizzando una ”oficina” di educazione alla sessualità e all’affettività, con un gruppo di ragazze del centro di età compresa fra i 13 e i 17 anni.

Laboratorio di educazione alla sessualità e all'affettività alla Casa Dom José Rodrigues

Sei diversi incontri di un percorso che si è concluso con un laboratorio di pizza. Stare con le adolescenti è stato fonte di grande apprendimento, mi sono messa fortemente in discussione comprendendo l’importanza di essere critici sui metodi e su sé stessi, mantenendo un equilibrio onde evitare autocritiche troppo severe.

Laboratorio di educazione alla sessualità e all'affettività alla Casa Dom José Rodrigues

Anche nell’unità Semente do Amanhã ho compreso quanto possa essere imprevedibile il lavoro con gli adolescenti. Specialmente con i ragazzi nell’unità ho compreso quanto sia delicato lavorare con dei giovani in conflitto con la legge e mantenere uno sguardo non giudicante che li veda come degli adolescenti. Spero che con il laboratorio di pizza fatto insieme alcuni di loro abbiano avuto un momento per sognare un futuro differente o almeno distrarsi. Mi piace ripensare a quel laboratorio come a una “pizza per sognare”, perché nella loro condizione di reclusione, seppure con regime di semilibertà, l’unica libertà completa era nel pensare e sognare.

Laboratorio di pizza all'unità Semente do Amanhã

Prima di partire per il Brasile avevo scelto di voler far tirocinio in un ente con adolescenti, mai avrei pensato di scegliere di passare parte del mio tempo al CAPS 3 AD. Ho scelto questo ente per sperimentarmi fuori dalla mia zona di confort e provare ad entrare in un settore più di psicologia clinica. Il CAPS è stata un’esperienza molto impegnativa, ci sono stati incontri molti intensi e sono stata faccia a faccia con situazioni che mi hanno fatto provare paura. Nonostante l’esperienza sia stata impegnativa ho anche ottenuto delle soddisfazioni, ad esempio riuscendo a calmare un’usuaria in crisi.

“Incontro è metodo”:

Secondo la professoressa Barbara Eleonora Bezzera Cabral ogni incontro è fonte di apprendimento. Ogni nuova acquisizione porta a un’aggiunta che decostruisce la struttura precedente facendo spazio alla nuova acquisizione che porta a una ricostruzione.

Credo che questa esperienza di incontro del nuovo, della natura brasiliana, delle persone, mi abbia lasciato molto, e il bagaglio di nuove acquisizioni ha portato a una nuova forma personale e professionale.

Enrica Cusin

Tirocinio professionalizzante Post-Lauream Magistrale in Psicologia clinica e di comunità, Istituto Universitario Salesiano, Venezia - IUSVE.

giovedì 27 marzo 2025

"Escuta, escuta, o outro a outra já vem. Escuta, escuta, cuidar do outro faz bem" - Report finale Visiting PhD Francesca Aloi, UNIBO

"Escuta, escuta, o outro a outra já vem
Escuta, escuta, cuidar do outro faz bem.

Desde o tempo em que nasci
Logo aprendi algo assim
Cuidar do outro é cuidar de mim
Cuidar de mim é cuidar do mundo!"

 Mantra Nordestino – Ray Lima

La mia esperienza come ricercatrice visitante all’Universidade Federal do Vale do São Francisco (UNIVASF) e al Progetto BEA è cominciata con la mia presentazione all’interno del 10º Fórum de Mobilização Antimanicomial do Sertão / 6ª Mostra de Atenção Psicossocial / 1º Encontro Nacional do Cuidado em Liberdade organizzato dalla UNIVASF con il coordinamento della professoressa Barbara Eleonora Bezerra Cabral, con cui ho collaborato durante tutto il mese del mio visiting.

Infatti, oltre alla mia presentazione intitolata "O teatro do oprimido para o cuidado de mente e corpo na universidade", durante un mese ho svolto attività didattica facendo lezione nel corso di Saúde Mental I del dipartimento di Psicologia, UNIVASF. Le lezioni prevedevano un percorso sul Teatro dell’Oppresso, fino alla realizzazione finale con gli studenti di una tecnica chiamata Teatro Giornale che prevedeva l’analisi di tematiche affrontate durante il corso in questione.

Oltre all’incredibile esperienza arricchente con gli studenti e le studentesse di psicologia, ho avuto l’opportunità di collaborare con i membri del Progetto BEA, promosso dal BEA Centro de Estudos e Práticas in collaborazione con l'Associazione EnARS di Padova, e in particolare con il suo coordinatore, Nicola Andrian. La partecipazione al suo corso di Terza Missione "Relações interpessoais e dinâmicas de grupo" è stata un ulteriore tassello formativo durante questa esperienza accademica brasiliana che mi ha ricordato che “cuidar do outro é cuidar de mim, cuidar de mim é cuidar do mundo”.

Il Nordest del Brasile è una terra straordinaria, e lavorare in un'università brasiliana ha rappresentato la perfetta conclusione di un ciclo di ricerca dottorale incentrato su due figure di spicco di origine brasiliana: Paulo Freire e Augusto Boal.

Spero di aver restituito agli studenti e alle studentesse brasiliane un poco di tutto quello che questi due autori mi hanno donato in questi anni di ricerca sul Teatro dell’Oppresso.

Il gruppo di studenti presenti alla mia presentazione e laboratorio sul Teatro dell’Oppresso in università:

Giochi ed esercizi di Teatro dell’Oppresso: 

Presentazione teorica sul Teatro dell’Oppresso:

Giornata di apertura de 10º Fórum de Mobilização Antimanicomial do Sertão / 6ª Mostra de Atenção Psicossocial / 1º Encontro Nacional do Cuidado em Liberdade.

L'equipe 2025 del Progetto BEA con la Prof.ssa Barbara Cabral, UNIVASF

Lezioni di Teatro Giornale all’interno del Corso de Saude Mental I, Laurea in Psicologia, UNIVASF:


Ciascun gruppo di studenti, con la docente di riferimento, ha lavorato insieme per produrre una breve rappresentazione di Teatro Giornale:




Gratidão, Francesca Aloi

Dual PhD Holder

Università di Bologna & Universidad Complutense de Madrid


Alla UNIVASF, Campus di Petrolina - PE

martedì 21 gennaio 2025

"Sacralità dell'incontro" - Condivisione di esperienze di GloCal Service-Learning, progetto Per una società senza disuguagliane - ENGIM Internazionale, Torino

Un incontro di condivisione di esperienze di GloCal Service-Learning, vissute attraerso il programma Intereurislan, nella cornice della presentazione del Toolkit didattico del progetto ‘Per una società senza disuguaglianze’.

Un progetto che mira ad accompagnare le nuove generazioni nella comprensione delle cause strutturali alla base delle disuguaglianze e nell’acquisizione di capacità di partecipazione attiva, attraverso la realizzazione di percorsi di educazione e formazione esperienziali, quali il Service Learning.


Si tratta di un’iniziativa gratuita in favore di 200 scuole e 50 gruppi giovanili, realizzata in 19 regioni italiane grazie alla collaborazione di un ampio partenariato. Gli enti partner intendono offrire a docenti, educatori e animatori strumenti per aiutare i giovani a superare le disuguaglianze e interloquire con il mondo sociale che li circonda al fine di renderli partecipi della riduzione di fenomeni di marginalità, discriminazione ed esclusione sociale, in linea con gli obiettivi 4 e 10 dell’Agenda 2030.
Il progetto è realizzato con il finanziamento concesso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
L'evento è stato organizzato e gestito da ENGIM Internazionale di Torino.

A fine condivisione è stato chiesto ai partecipanti di riassumere in un parola quanto 'vissuto'.  Fra le altre una ci emoziona in modo particolare: "sacralità dell'incontro".

Un grazie di Cuore al coordinamento ENGIM Internazionale di Torino, nelle persone di Valeria Busca e Alessandra Biasin, e a quanti hanno partecipato ccon l'interesse e il desiderio di approfondire dal punto di vista teorico e pratico la proposta pedagogico-metodologica del Service-Learning.


Un buon cammino a tutte e tutti,
Nicola Andrian
(Cooordinamento Programma di ricerca e scambi Intereurisland)


giovedì 28 novembre 2024

Uma imersão intercultural na Itália - Experiência de Aprendizagem Solidária GloCal de Vinícius Coutinho PPGESA, DCH III, UNEB

Logo na chegada, ainda em abril, fui bem recebido com um banquete de comida italiana e tive uma acolhida calorosa. Ali, já era um início de muitos aprendizados que viriam pela frente, sobre as tradições e costumes locais. A presidente da Enars, Isabella Polloni, e o coordenador do Intereurisland, Nicola Andrian, prepararam essa linda recepção. Naqueles dias, a temperatura era muito baixa (menos de 10ºC), principalmente, para quem havia saído de Juazeiro aos 36ºC.

Logo no dia seguinte, as portas da UNIPD se abriram e ali teve início uma jornada de muito aprendizado, compartilhada com as professoras Lisa Bugno e Emma Gasperi, com as discussões da disciplina Pedagogia Intercultural, no curso de Ciências da Educação, no Campus de Rovigo.

O componente curricular proporcionou uma imersão profunda nos conceitos que permeiam a interculturalidade, discutindo sobre questões raciais, de diversidade, religiosidade e interseccionalidade. Temas estes, que são também muito discutidos no PPGESA, na UNEB em Juazeiro.

Ao mesmo tempo, os conceitos vistos na universidade se concretizavam na prática, durante as ações de acolhimento a pessoas em situação migratória, realizadas pela Cooperativa Porto Alegre, primeiramente, na sede de Badia Polesine; depois, na sede de Rovigo.

Foram 3 meses intensos, em que pude acompanhar diversas atividades realizadas pela instituição, desde os processos educativos, como a escola de língua italiana conduzida pelas professoras Angela Rosa e Arianna, aos encontros sobre saúde, coletividade e participação nas atividades cotidianas, como limpar e cozinhar.

Nas reuniões quinzenais, reunimo-nos para o grupo focal, a equipe do intercâmbio e a referente da Porto Alegre, Roberta Lorenzetto, para planejarmos e alinharmos as atividades e avaliarmos as experiências já realizadas.

Depois de dois meses de imersão na cultura italiana, mas também nas culturas africanas e asiáticas (públicos atendidos pela cooperativa), eu realizei o meu projeto de tirocínio que, por minha formação inicial ser em Jornalismo e por ter notado a fotografia como um elemento bastante presente na documentação de atividades da cooperativa, teve como título “Lentes inclusivas: histórias pelo olhar de pessoas imigrantes”. Assim, o projeto desenvolvido proporcionou aos participantes um conhecimento abrangente, mesmo que de forma simples, sobre as técnicas de fotografia, incentivando tanto a prática técnica quanto a expressão artística. Com uma abordagem envolvendo teoria e prática, os participantes desenvolveram habilidades que lhes permitam criar fotografias com qualidade e expressão pessoal única. Primeiro, aconteceu uma oficina, com o conteúdo teórico sobre a fotografia, as principais regras e um pequeno exercício de fotografia de documentos (muito necessários para a cooperativa); depois, foi realizada uma atividade prática em casa, com o tempo de uma semana. Por fim, nos dois últimos encontros os participantes contaram uma história construída apenas por meio de fotografias.

Outra atividade importante do intercâmbio foi a realização do curso de Língua Portuguesa e Cultura Brasileira, que ministrei na Associação Marcellino Vais, em Padova. Do final de abril ao final de junho, foram 8 aulas de muitas trocas, onde pude exercitar a prática docente e contribuir com a preparação da equipe 2024 do projeto Intereurisland, prestes a partir para o Brasil, como também, outras pessoas que frequentaram as aulas.

O curso ministrado envolveu diversos elementos da língua portuguesa como os principais verbos e as suas conjugações, saudações e cumprimentos, cores, números; como também, elementos da cultura brasileira, em especial, a nordestina. A associação foi espaço de muitas trocas sobre as línguas e as culturas, a partir do curso e, também, de momentos de completa interação com aulas de Forró, aulas de capoeira, exibição de filmes e a realização da grande festa de São João. Foi um momento mágico, com toda a essência desta tradição nordestina.


Para finalizar as atividades do intercâmbio, aconteceu um processo formativo sobre os pré-alpes/montanhas na região de Treviso, unindo as duas equipes de 2024 (Brasil-Itália) do Intereurisland. Foi um momento de desafio e conhecimento pessoal, conhecimento de novos amigos, de interação com música, jogos e muita conversa. Uma atividade realizada em grupo foi a cereja do bolo, conseguindo abranger a temática da interculturalidade que permeia todo o processo de intercâmbio. Durante a atividade, criamos uma nova língua, uma nova religião e um modo de viver diverso. Porém, precisávamos interagir com outro grupo que não sabia nada sobre a nossa comunidade e, juntos, precisávamos construir uma ponte. Ao final, com a ponte construída, discutimos sobre as nossas impressões e dificuldades no processo.

Penso que essa atividade final resume muito bem os desafios e os aprendizados presentes em todo o percurso formativo do intercâmbio, que me deu uma variedade de perspectivas e experiências, promovendo aprendizagem e respeito às diferenças. As amizades formadas durante o intercâmbio prometem durar a vida toda, criando uma rede global, como bem prevê o programa de intercâmbio.

A adaptação a uma nova cultura e a um novo idioma trouxe desafios, mas também proporcionou um crescimento pessoal significativo. Consegui desenvolver habilidade como: maior autonomia, resiliência e resolução de problemas. A experiência de lidar com situações desconhecidas e de se comunicar em outro idioma contribuiu para fortalecer a confiança e a independência. Assim, o intercâmbio intercultural na Itália foi uma experiência transformadora com aprendizado acadêmico e profissional, com passeios turísticos e interações internacionais. Para o Brasil, retorno com uma bagagem enriquecida de conhecimentos, habilidades e memórias inesquecíveis. Mais do que nunca, preparado para enfrentar outros desafios.

Vinícius Coutinho - PPGESA, DCH III,UNEB